Tra le principali cause di ritardo vi sono i cambiamenti del datore di lavoro, i tempi tecnici di trasmissione della dichiarazione e, soprattutto, i cosiddetti controlli preventivi effettuati dall’Agenzia delle Entrate.
Le verifiche possono interessare le dichiarazioni precompilate che sono state modificate dal contribuente e che presentano differenze significative rispetto ai dati già in possesso dell’Amministrazione finanziaria. In questi casi l’Agenzia può sospendere temporaneamente l’erogazione del rimborso per effettuare ulteriori accertamenti.
L’attenzione si concentra in particolare sulle dichiarazioni che generano crediti elevati e che evidenziano scostamenti rilevanti rispetto alle certificazioni, ai versamenti effettuati o ai dati dichiarati negli anni precedenti. Quando scattano i controlli, il rimborso non viene liquidato dal datore di lavoro nei tempi ordinari ma viene erogato solo dopo la conclusione delle verifiche.
Per questo motivo, chi attende un rimborso particolarmente consistente potrebbe dover aspettare qualche mese in più prima di ricevere le somme spettanti.



